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L'iconografia del Volto Santo nella monetazione lucchese

Συγγραφέας Franca Maria Vanni
Σημοσιευμένο σε Quaderni Ticinesi, Τόμος XXXIII (2004)
Ticino Notebooks
Σελίδες 397-414 (18 σελίδες)
Αριθμός
N#
L219637
 

Περίληψη

Con il contributo di Franca Maria Vanni entriamo definitivamente nel Medioevo, un periodo al quale, almeno numismaticamente, intendo dare spazio anche in futuro, come già avvenuto in precedenza. L'autrice ci scrive sull'iconografia del Volto Santo nella monetazione di Lucca. E' la produzione di una nuova zecca, legata, come le altre zecche toscane, al fenomeno della nascita dei Comuni che provocò un positivo rinnovamento dell'iconografia monetaria rispetto alla monotonia tipologica e quasi esclusivamente epigrafica del periodo precedente. I Lucchesi, che battevano moneta come comune autonomo dal 1209, scelsero come effigie monetaria non il loro patrono (San Martino) bensì il Volto Santo del Crocifisso miracoloso venuto a Lucca dall'Oriente, un'immagine che era loro ben famigliare e che costituiva al tempo stesso il simbolo della città. Con grande precisione di dettagli iconografici e di immagini la Vanni ci ritraccia la storia del motivo dalla sua prima apparizione sui grossi d'argento emessi dopo il 1209 fino alla sua scomparsa con le invasioni napoleoniche, quando un'immagine politica e terrena venne a sostituire quello che per 5 secoli fu il padrone religioso della città e delle sue monete.

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