Silvia Hurter ci presenta una scheda sintetica su alcune emissioni auree di Commodo facenti parte di un tesoro non ancora pubblicato e venuto alla luce negli anni 60 sul confine turco-siriano. Il tesoro, che fu interrato intorno al 193 d.C. nel corso della guerra civile tra Settimio Severo e Pescennio e che conteneva 200 aurei da Nerone a Crispina, presenta pezzi di altissima qualità. Commodo si presenta sui rovesci in maniera tradizionale, sottolineando l’importanza dell’esercito e delle sue qualità tradizionali che garantiscono l’impero. Mentre stranamente mancano immagini che lo deificano e lo idealizzano come Ercole, ce n’è una eccezionale (tav. I,5) che lo presenta come Giano, divinità alla quale lo stesso imperatore si era sostituito in maniera eccentrica.